domenica 30 novembre 2008

calcio mercato:"Super Juve sotto la neve Reggina presa a pallate"



I bianconeri si impongono 4-0 nell'anticipo serale della 14ª giornata di serie A. Gol di Camoranesi, Amauri, Chiellini e Del Piero su rigore. Il capitano bianconero festeggia il 250° gol per la Vecchia Signora. Camoranesi: spalla destra k.o., non convalidato un gol di Brienza


La Juventus è ripartita. Dopo il brusco stop con l'Inter travolge la Reggina sotto la neve e si riporta per il momento al secondo posto, a tre punti dall'Inter. Gol di Camoranesi, Amauri, Chiellini e Del Piero. Che si gode il 250° gol con la Juve, che arriva dal dischetto del rigore.
NEVE E GOL - Fa freddo. Tanto. E nevica che neanche a San Pietroburgo in Champions... E la gara stenta a decollare. Come un aereo che si muove pigro sulla pista, inibito da altrui precedenze. La Reggina è venuta coperta a Torino, e non solo per colpa del clima. In panca Corradi, centravanti da 6 gol. Davanti Cozza, assistito da Brienza. A Udine ha funzionato. Qui no. Chiellini svetta su un angolo dalla destra: fuori. Punizione violenta di Del Piero dalla grande distanza, Campagnolo respinge. Il gol è nell'aria gelida. Lo segna Camoranesi su assist di Nedved, lanciato sulla sinistra da un tacco di Del Piero. La curiosità è che Camoranesi si era fatto male al 6' e Ranieri aveva già chiamato Marchionni per il cambio. Poi l'italo-argentino ha chiesto di poter rimanere in campo, con il braccio destro dolorante attaccato al corpo anche durante la corsa. E ha avuto ragione lui. Tornando al gol. Anche se pagherà caro la generosità: la prima diagnosi è sublussazione alla spalla destra: tornerà probabilmente in campo a gennaio. Il 2-0 poi lo firma Amauri, che timbra il settimo centro in campionato in mischia, di forza, con un destro sottomisura. Gol che aveva solo sfiorato Nedved, cui Del Piero aveva creato il via libera come neanche un gatto delle nevi con un velo geniale, Campagnolo provvidenziale. E la Reggina? Dispersa nel bianco dell'Olimpico come uno sciatore perso nella nebbia. Un unico guizzo amaranto, ma di quello che creano brividi indipendenti dalla temperatura. Santos colpisce infatti la traversa a Manninger battuto. Ma il 2-0 all'intervallo ci sta tutto.
SI FA LA STORIA - La gara non ha più storia. Ma c'è ancora tempo di fare una storia più grande di quella circoscritta ai 90' torinesi. Chiellini si regala di testa il gol del 3-0 che è la ciliegina su una prima parte di stagione favolosa. Poi Brienza segna su punizione. Ma l'arbitro non convalida. Punizione da calciare nuovamente. E stavolta la punizione di Brienza è appena alta. Ma sono dettagli. Il momento che tutti i tifosi di casa attendono arriva al 29' della ripresa. Rigore conquistato dal subentrato Giovinco, a contatto in area avversaria con Cirillo. Sul dischetto va Del Piero. E realizza il suo 250° gol per la Juventus. La festa Juve è completa.


Calcio mercato:"L'Inter soffre ma vince, tutti i risultati 14 giornata"


I nerazzurri superano 2-1 il Napoli con le reti di Cordoba e Muntari. Inutile il grande gol di Lavezzi. La Roma vince con la Fiorentina; bene anche Atalanta, Chievo, Siena e Cagliari. Stasera Palermo-Milan


I risultati della 14ª giornata di serie A
Atalanta-Lazio 2-0 (9' s.t. Valdes, 23' s.t. Floccari)

Cagliari-Sampdoria 1-0 (3' p.t. Jeda)

Genoa-Bologna 1-1 (10' s.t. Sculli, 18' s.t. Di Vaio)

Inter-Napoli 2-1 (15' p.t. Cordoba, 25' p.t. Muntari, 36' p.t. Lavezzi)

Roma-Fiorentina 1-0 (14' s.t. Totti)

Siena-Torino 1-0 (19' p.t. Maccarone)

Udinese-Chievo 0-1 (42' s.t. autogol Felipe)

Palermo-Milan (ore 20.30)

mercoledì 26 novembre 2008

calcio mercato:"Inter, Adriano la chiave per arrivare a Drogba"


Pare essere molto più di una semplice ipotesi l'interesse dell'Inter per Didier Drogba (30); lunedi sera Marco Branca avrebbe cenato assieme all'attaccante ivoriano, accompagnato dal suo agente, e a Jorge Mendes, procuratore di alcuni fuoriclasse portoghesi come Cristiano Ronaldo, ma anche di Jose Mourinho. Proprio il tecnico nerazzurro ha dichiarato: "Ero a cena con la famiglia, non so niente. So che Drogba è nella storia del Chelsea e, a me che sono lontano, risulta che resterà a Londra"; una mezza verità: strappare Drogba ai Blues non sarà una passeggiata, ma la chiave per ottenere il giocatore potrebbe essere uno scambio con Adriano.

calcio mercato:"Juventus, pronto l'assalto a Schweinsteiger"


Che Bastian Schweinsteiger (24) piaccia alla Juventus non è un mistero; il club bianconero aveva già sondato il terreno la scorsa estate quando la trattativa col Liverpool per Xabi Alonso languiva; allora il Bayern si mostrò irremovibile: 15 milioni di euro la cifra richiesta per il giocatore, una somma che fece indietreggiare il club di Corso Ferraris. Al momento i Bavaresi non sembrano aver mutato atteggiamento, ma la situazione potrebbe cambiare radicalmente a gennaio; se per allora il giocatore non avrà rinnovato il proprio contratto, potrà trattare liberamente con un altro club: ed in quel caso pare che la Juventus sia pronta ad offrire al nazionale tedesco un quadriennale da 3,5 milioni di euro a stagione.

Calcio mercato:"Milan, Gallas subito, Silva a giugno"

Gazzetta dello Sport
Ieri l'agente di William Gallas (31) ha smentito le voci riguardanti un possibile trasferimento del proprio assistito al PSG, ricordando come esso sia legato all'Arsenal da un contratto da 4 milioni all'anno in scadenza nel 2011; una cifra troppo alta per il club francese, ma non per il Milan, che con l'Arsenal intrattiene da mesi intensi rapporti. Proprio Mendy starebbe discutendo dell'operazione con il club inglese. L'arrivo di Gallas, previsto per la prossima finestra di mercato, non escluderebbe quello, in estate, di Thiago Silva.

Calcio mercato:"Il Milan su Mutu"


Ieri Sky ha rilanciato la suggestiva ipotesi che a fine stagione possa essere rimesso in discussione il futuro di Mutu. Sulla scia dell'attaccante adesso ci sarebbe il Milan che, sempre secondo quanto riportato da Sky, nei giorni scorsi avrebbe contattato il manager del giocatore per valutare l'eventuale disponibilità di Mutu a lasciare la Fiorentina per il Milan.

calcio mercato:"Tutto su Fiorentina-Lione 1-2"


Gara spettacolare, con i francesi che trovano subito il doppio vantaggio con uno strepitoso Benzema (assist e gol) e che costringono la Fiorentina a inseguire. Bella reazione degli uomini di Prandelli che accorciano le distanze con Gilardino, sfiorano il pari ma rischiano anche. Ora per l'Uefa basta un pari con la Steaua
E' esperienza anche questa. Stasera i ragazzi di Prandelli avranno sicuramente capito che il bel gioco non basta per restare in Europa ai massimi livelli: servono più attenzione in difesa e più cattiveria davanti. Resta comunque una gran bella serata, regalata peraltro a un pubblico che non era quello delle grandi occasioni. Ora comunque la Fiorentina saluta la Champions e si concentra sull'obiettivo Uefa: con la Steaua basterà un pari.
GENEROSITA' - I viola partono subito forte perché c'è tanta voglia: sia di mantenere vive le speranze di restare in Champions, sia comunque di ben figurare sulla ribalta europea. Così ci provano un po' tutti, da Mutu (anche di testa) a Gila, fino a Montolivo, che cerca di sfruttare lo stato di grazia sui tiri dal limite sfoggiato sabato con l'Udinese. Dall'altra parte però c'è una squadra che ha meno preoccupazioni di classifica nel girone, e quindi tanta tranquillità in più. E dalla tranquillità al cinismo il passo è breve, soprattutto se si ha gente come Benzema. Nella prima mezzora, l'attaccante del Lione si vede praticamente solo due volte: quando serve il delizioso assist dalla sinistra per il gol di Makoun da centro area, e quando va via da solo per scagliare il tiro del raddoppio. La partita sembra ormai un discorso chiuso, c'è pure una traversa all'incrocio di Juninho, la Fiorentina è in evidente difficoltà dietro ma ha il merito di continuare a crederci, anche a costo di rischiare sui travolgenti contropiede avversari: a pareggiare il conto delle traverse pensa Mutu di testa, ed è sempre su palla alta che Gilardino accorcia le destanze allo scadere del tempo riportando in partita la sua squadra.
LA RIPRESA - I viola ripartono subito in attacco, con Prandelli che però smuove le acque in difesa inserendo Kroldrup. L'avvertimento però, dal fronte opposto, arriva subito: Juninho sfodera una nuova punizione magistrale, ed è nuovamente traversa. Poi c'è anche Benzema che porta avanti i contropiede da solo, facendo impazzire i difensori di Prandelli. Anche i viola, però, arrivano a un passo dal gol, per esempio quando Mutu manda fuori da ottima posizione dopo una bella sponda di Gilardino, o quando Kuzmanovic trova il palo su tiro deivato da un difensore. Ed è così che la partita prosegue, tra spettacolo e occasioni, ma il Lione non perde il controllo. Nel frattempo Prandelli gioca tutte le carte a sua disposizione, inserendo Osvaldo e Jovetic, ma arrivano solo nuove opportunità, come quella di Gila che sfiora il palo di testa. Dalla parte opposta, peraltro, continuano le traverse, con quella spettacolare di Ederson. Così alla fine i francesi portano a casa la qualificazione, lasciando ai viola una doppia consapevolezza: il gioco ormai c'è, manca solo un po' più di mestiere.

Calcio mercato:"Tutto su Zenit - Juventus"


I bianconeri giocano bene nel primo tempo, colpendo due pali con Mellberg e Iaquinta, mentre nella ripresa alla distanza escono i russi, che colpiscono un legno con Pogrebnyak. Ranieri limita il turnover, Juve ora a un punto dal primato matematico nel girone
La Juventus si avvicina al primo posto nel girone H di Champions, ma la matematica ancora non le dà certezze. Perchè a San Pietroburgo, contro lo Zenit, finisce 0-0. Servirà un ulltimo punticino, contro il Bate, battuto stasera dal Real, nel prossimo turno a Torino. I bianconeri dimostrano di aver digerito - per dirla alla Ranieri - la sconfitta con l'Inter, giocando un ottimo primo tempo e un buon avvio di ripresa. Poi accusano la stanchezza - anche perchè Ranieri limita al minimo il turnover alla ricerca di una vittoria - e soffrono da paura nel finale, quando tremano, e non solo per il gelo russo.
LE SCELTE - Ranieri vuole il primo posto nel girone assicurato già con una giornata di anticipo, e limita al minimo il turnover. Mellberg sostituisce Legrottaglie, Iaquinta prende il posto di Amauri. Camoranesi rientra dal 1', titolari pure Nedved e Del Piero. Nonostante sabato sera ci sia la Reggina in campionato e il rischio infortuni nel freddo russo sia più elevato del solito. Vengono confermati 8/11 della formazione contrapposta all'Inter: i giovani De Ceglie e Giovinco restano in panchina, il baby Rossi va in tribuna. Ranieri vuole vincere.
PALI JUVE- Lo Zenit fa possesso palla. La Juve crea pericoli. Pericolosa con Del Piero, che giostra da centravanti, ma eccelle nella rifinitura, cercando di sfruttare la lentezza dei centrali difensivi russi. Lo Zenit, che ha già concluso il campionato al quinto posto, non è fisicamente in grande condizioni. Tiene in mano il gioco, perchè è obbligato a fare la partita dalle esigenze di classifica. Per qualificarsi servono due vittorie contro Juve e Real (al Bernabeu). Impresa disperata. Ma bisogna provarci, o almeno svolgere il compitino previsto dallo spartito. E c'è sempre la qualificazione Uefa alla portata. E allora vai con i poco convinti passaggi in orizzontale, mentre la Juve riparte velenosa in contropiede, con verticalizzazioni improvvise. I bianconeri colpiscono due legni: un palo esterno di Mellberg su punizione tagliata dalla destra di Camoranesi, un secondo palo è colpito da Iaquinta, di sinistro, su cross di Molinaro. La terza palla gol porta la firma Del Piero, che ci prova sottomisura, Malafeev si rifugia in angolo. Nel finale di tempo i russi si fanno vivi dalle parti di Manninger: Tymoschuk sceglie la conclusione di potenza su punizione, Manninger para in angolo. Poi arriva un gol dello Zenit, di Pogrebnyak in mischia, ma c'è fuorigioco. Tutto da rifare per i russi. All'intervallo è 0-0. Risultato che va un po' stretto alla Juve, più convincente.
PALO ZENIT - La Juve inizia bene anche la ripresa. Controllo di petto e sinistro di Del Piero, Malafeev para, sugli sviluppi dell'azione Nedved conclude alto. Del Piero poi mette sul fondo solo davanti al portiere, sul cross di Iaquinta dalla destra. Errore clamoroso che macchia una buona partita del numero dieci. Poi lo Zenit cresce. E si fa dura. Danny va vicino al gol tre volte: una volta è bravo Manninger, un'altra Marchisio in ripiegamento, l'ultima conclusione esce di un soffio. E arriva un legno pure per lo Zenit. Sinistro violento di Pogrebnyak dalla distanza: palo. L'assalto finale dello Zenit è generoso, ma vano: finisce 0-0.

mercoledì 19 novembre 2008

Calcio mercato:"Magdalena: Juventus e Bayern vogliono Salvio"

"Salvio? So di un interessamento della Juve e del Bayern Monaco, non del Napoli". Lo ha assicurato a Radio Gol il procuratore argentino Gerardo Magdalena. Sul giovanissimo attaccante del Lanus Eduardo Salvio (18) si sono indirizzate le attenzioni di diversi club, e Magdalena descrive così le caratteristiche del giocatore: "E' il calciatore del momento. Sta crescendo in maniera esponenziale: ha le caratteristiche di Lavezzi e, potenzialmente, è anche superiore al Pocho per qualità. In Argentina, però, ci sono molti giovani che potrebbero essere, in prospettiva, pronti per il campionato italiano o europeo. Mi riferisco, ad esempio, a Ivan Bella del Velez: è un ottimo esterno sinistro che calcia la palla come pochi".

Calcio mercato:"Vucinic-Real Madrid? Pronti 30 milioni"


Il direttore del Corriere dello Sport Alessandro Vocalelli ha chiarito alcuni punti sull'approfondimento apparso stamane sul suo giornale
Nel corso di 'Ave Roma' sulle frequenze capitoline di 'Power Station' è intervenuto il direttore del 'Corriere dello Sport' Alessandro Vocalelli per parlare di mercato e dell'attuale momento della Roma:
E' vera quest'offerta del Real per Vucinic o è un voler forzare la mano?
"Chi ci ha seguito in questi anni sa che non seguiamo titoloni a effetto sul mercato. Non ce ne sarebbe alcun motivo e bisogno. Lo facciamo molto raramente quando abbiamo delle indiscrezioni. L'ultima è che il Real Madrid ha pronta un'offerta da 30 milioni di euro da offrire alla Roma. D'altronde Vucinic è un giocatore che al Real piace molto. Negli ultimi giorni c'è stata un’accelerazione derivata anche dal fatto che il Real ha perso Van Nistelrooy è ha bussato alla porta della Roma con quest’offerta. Poi abbiamo girato la notizia alla Roma, la quale ci ha fatto sapere che Vucinic è un giocatore sul quale punta per andare avanti".
Lei pensa davvero che il Real offrisse 30 milioni per Vucinic la Roma rifiuterebbe?
"L'offerta è una di quelle vere e molto importanti, però non dobbiamo dimenticare che la Roma ha pagato complessivamente Vucinic intorno ai 20 milioni. Si tratta dunque di un giocatore che ha una valutazione importante. Il fatto che si muova il Real non mi sembra una cosa impossibile, bisogna vedere che farà la Roma, che per il momento dice di non essere interessata".
Qual è la sua sensazione su questa vicenda?
"Io credo che la Roma non voglia cederlo. Bisogna poi vedere che tipo di offerta è. Se questa fosse una base e ci fosse la possibilità di ritoccarla in alto, penso che la Roma potrebbe avere qualche dubbio, ma per il momento nel programma della Roma non c'è l'ipotesi di prendere in considerazione (meno che mai per gennaio) la cessione del montenegrino. Tra l'altro Vucinic nel Real non farebbe nemmeno la Champions, ma solo il campionato. Noi non abbiamo fatto altro che trovare la notizia e verificarne la veridicità con i diretti interessati e poi ci siamo rivolti alla Roma per sapere qual è l'orientamento di oggi e l'orientamento di oggi è 'non se ne parla neanche'. Ovviamente la mano sul fuoco non posso mettercela, perché il mercato ci ha abituati a qualsiasi sorpresa e spesso le società cambiano opinione. Nel frattempo aspetto con grande impazienza che venga rinnovato il contratto ad Aquilani, perché lo ritengo un giocatore assolutamente incedibile. Questo ritardo non dico che mi preoccupa, ma incomincio a tenere alta la guardia perché si può giustificare la cessione di Mancini, ma credo che quella di Aquilani sarebbe una grandissima perdita".
Pensa che la Roma possa ripartire come squadra dopo il derby o assisteremo nuovamente a partite mediocri?
"Contro la Lazio la Roma ha giocato con lo spirito giusto per un derby, con orgoglio e sofferenza e questo è un fatto importante. Penso che dopo Roma Chelsea un cambiamento ci sia stato, perché comunque quella partita l'ha portata a casa alla grande. Col Bologna comunque la partita l'aveva vinta. In una situazione non facile. Adesso però i giocatori non possono pensare che la situazione sia risolta, servono delle ulteriori conferme, serve riprendersi in campionato e andare avanti in champions. Già altre volte c'è stata l'illusione di un cambiamento di rotta senza che vi fosse continuità. Adesso i segnali sono ripetitivi e servono conferme".
Aquilani è il centrocampista sul quale costruire la spina dorsale della squadra del futuro?
"Non c'è alcun dubbio. Innanzitutto è assolutamente complementare con De Rossi e poi è destinato ad essere il centrale della nazionale italiana nei prossimi anni. La Roma questa fortuna ce l’ha in casa ed è stata brava a portarla avanti e sarebbe pazzesco non riuscire a cogliere quest’occasione. Non voglio fare paragoni polemici. Però nel momento in cui vai a prendere Menez (che pure sono convinto diventerà un grande giocatore) e lo paghi 10-11 milioni e pensare che la per la stessa cifra potrebbe andare via un giocatore come Aquilani mi sembra pazzesco. Quindi cominciamo a tenere i giocatori importanti che abbiamo e poi penseremo al resto. Stiamo alla finestra per capire quando arriverà il rinnovo del contratto".
Vucinic e Aquilani non sono un po' incostanti?
"Vucinic l'anno scorso è stato uno dei migliori dell'attacco romanista. Non dobbiamo dimenticare che la Roma l’anno scorso con tutti i suoi problemi, difetti e colpe l’anno scorso ha vinto una supercoppa, una coppa Italia e a mezzora dalla fine del campionato era campione d’Italia. Vucinic è stato per larga parte del campionato l'unico attaccante di una squadra arrivata a poco dallo scudetto, dovrà anche migliorare ma la Roma se è ancora in corsa in Champions lo deve ringraziare per il gol di Bordeaux e quelli col Chelsea. Un giocatore che il suo contributo nei momenti importanti lo da. Penso che sia sempre meglio averlo che non averlo. Se anche venisse presa in considerazione la cessione di Vucinic per una cifra importante deve essere chiaro che ci deve essere un'alternativa importante".

calcio mercato:"Italia, pareggio in Grecia"


Italia, pareggio in Grecia
Lippi 31 volte imbattuto
Ad Atene finisce 1-1: gli azzurri replicano con Toni, di testa, al gol dei padroni di casa, siglato da Gekas. Il viareggino supera Pozzo: mai nella storia un c.t. italiano aveva collezionato una striscia così lunga. Rossi discreto; primo tempo sottoritmo, buona ripresa
19 novembre 2008 - L'Italia pareggia 1-1 l'amichevole di Atene contro la Grecia. Il gol di Toni, che risponde a quello di Gekas, regala a Marcello Lippi il record di 31 risultati utili consecutivi. Meglio di Pozzo. Meglio di ogni altro c.t. azzurro. Per il resto l'Italia giochicchia nel primo tempo, con il motore acceso al minimo, poi ingrana un paio di marce nella ripresa, positiva. In cui prova il 4-4-2, magari per venire incontro alla caratteristiche tattiche di Rossi, l'osservato speciale, che gioca una partita onesta, ma non sfolgorante, sfiorando il gol del vantaggio nel primo tempo, giocato su ritmi da crociera. Rinviato il debutto di D'Agostino, che non entra in campo nonostante i sei cambi effettuati da Lippi.
OCCASIONE ROSSI - Il primo tempo è così-così. Il ritmo è basso, nel week-end c'è il campionato, difficile chiedere il furore agonistico ai protagonisti. Quello che sembra interpretare la gara con più generosità è Gattuso, uno per il quale non esistono amichevoli. La gara è equilibrata, ma poco avvincente. L'Italia parte bene. Con un destro al volo di Gattuso, Tzorvas si distende in tuffo e mette in angolo. Il corner propizia l'occasione più ghiotta per gli azzurri: sinistro di Rossi sottomisura, pronto, ma centrale: Tzorvas è al posto giusto, proprio davanti a lui, e para. La replica dei padroni di casa è riassunta dal colpo di testa largo di Katsouranis sul cross dalla sinistra di Spiropoulos. Nel finale di tempo la Grecia prova ad aumentare il ritmo: reclama per un mani in area di Gattuso. Sembra involontario. Poi Mantzios segna, ma in fuorigioco. All'intervallo è 0-0.
BUONA RIPARTENZA - L'Italia inizia la ripresa molto diversa: come uomini e atteggiamento, mentale e tattico. Più aggressiva, vogliosa. Adesso gioca con il 4-4-2, con Toni e Rossi in avanti, e Camoranesi e Pepe esterni. Bocciato Montolivo, che rimane negli spogliatoio dopo una prova sottotraccia. Toni è subito pericoloso: il suo sinistro è parato di piede da Tzorvas. Quindi arriva la botta violenta di Camoranesi, il portiere greco para in due tempi, mettendo in angolo.
BOTTA E RISPOSTA - L'Italia ora fa gioco. La Grecia però segna. Gol di Gekas, che segna con un destro incrociato sfruttando una verticalizzazione centrale. L'Italia replica subito. Con un bel colpo di testa di Toni, cercato su punizione da De Rossi. 16° gol in azzurro dell'attaccante del Bayern Monaco, che chiude un'astinenza di 724'. Lippi festeggia in panchina. Al record solitario ci tiene. Giustamente. Camoranesi sfiora ancora il gol sul suggerimento di Toni, prima di uscire, Tzorvas alza sopra la traversa. La gara resta viva, nonostante i tanti cambi. La Grecia finisce forte, per la gioia dei tifosi dello stadio Karaiskakis di Atene. Ma il punteggio non cambia. Finisce 1-1.
Riccardo Pratesi

lunedì 17 novembre 2008

Calcio mercato:"Juve: dal Liverpool arriva Dossena"


A gennaio Ranieri avrà un rinforzo

L'obiettivo degli ottavi di finale di Champions League è stato centrato, quello di lottare fino all'ultima giornata di campionato per lo scudetto diventa ogni giorno più probabile. Ecco, quindi, che in casa Juve si va alla caccia di un rinforzo per infoltire la rosa. In difesa, l'uomo giusto dovrebbe essere Andrea Dossena, terzino sinistro che il Liverpool cederà in prestito a gennaio. Ranieri lo ha chiesto e la società è pronta ad accontentarlo.
L'ex difensore dell'Udinese, d'altronde, in Inghilterra non trova tanto spazio e Benitez non vuole precudergli la possibilità di tornare in Italia per giocare con continuità.
In casa Juve, con De Ceglie sempre più vice-Nedved, serve un terzino sinistro che possa essere un'importante alternativa a Molinaro e Dossena rappresenta sicuramente un affare. A Torino dovrebbe arrivare in prestito gratuito e a giugno la sua situazione verrà ridiscussa da Liverpool e Juventus.

Calcio mercato:"Clamoroso Zenga - Variale 1-1"Guarda il video da non perdere

Sono volate parole grosse tra l'allenatore del Catania e il giornalista della Rai

Nonostante la preziosa vittoria per 3-2 contro il Torino, Walter Zenga si è presentato alle telecamere della 'Rai' scuro in volto e smanioso di levarsi qualche sassolino dalla scarpa con Enrico Varriale
"Oggi sono venuto apposta per lei", ha esordito il tecnico rossoazzurro in riferimento alle polemiche della scorsa settimana ingenerate dalla mancata partecipazione di Zenga alla trasmissione passata. Piccata, è giunta la replica di Varriale che ha dichiarato: "Quando era portiere faceva poche uscite a vuoto, anche se una ci è costata il Mondiale, da allenatore ne ha già fatte molte". "Si ricordi bene chi l'ha messa lì, Varriale, se lo ricordi bene" ha replicato l'ex nerazzurro, continuando a gettare benzina sul fuoco. "Sicuramente non lei, Zenga, vuole parlare di calcio?". "Con lei non parlo, la faccia finita di parlare delle persone quando non sono presenti, della mia vita privata e del mio passato di allenatore". "Zenga, queste minacce le qualificano bene". "Minacce? Varriale con lei non parlo...Pensi alle cose della sua famiglia". "Zenga, lei continua a violare le regole e a collezionare uscite a vuoto. Mi sta minacciando, stia attento a quello che dice". "Preferisco collezionare uscite a vuoto piuttosto che avere a che fare con lei", ha chiuso furente l'allenatore del Catania.
Un'atmosfera molto più rilassata ha accompagnato l'intervista di Zenga a 'Sky'. Ecco l'analisi del match contro il Torino. "Abbiamo lottato dall'inizio alla fine, ci abbiamo creduto fino in fondo. Ho ringraziato anche quelli che sono andati in tribuna e quelli che non sono entrati, servono tutti in questa squadra. I ragazzi a Catania hanno fatto sempre benissimo nel girone d'andata, sarà da migliorare anche il girone di ritorno. Mascara sta segnando di più? La bravura è sua, io ogni tanto gli cambio posizione. Lui è bravissimo a trovare i tempi giusti. Lui sta diventando un giocatore importantissimo per noi, sta svolgendo il suo ruolo con dedizione".

calcio mercato:"Cadono Udinese e Napoli sorride il Milan"


L'undici rossonero supera il Chievo grazie ad un rigore del brasiliano. Oltre ai partenopei e ai friulani, ko anche la Fiorentina

Basta un dubbio rigore trasformato da Kakà al Milan per avere la meglio a San Siro sul Chievo e portarsi a ridosso in classifica dell'Inter capolista. Sconfitte a sorpresa Napoli e Udinese, rispettivamente 3-1 in casa dell'Atalanta e 1-0 al Friuli contro la Reggina, ko anche la Fiorentina orfana di Mutu in quel di Cagliari. Tripletta d'autore di Mascara per il 3-1 del Catania sul Torino e preziosa vittoria (3-2) della Sampdoria al cospetto del Lecce grazie alle 'magie' di Cassano. Infine, pareggio per 1-1 a Siena tra i bianconeri di Giampaolo e il Bologna.

IL QUADRO COMPLETO DELLA 12^ GIORNATA:
Atalanta-Napoli 3-1 (62' Ferreira Pinto A; 72' rig. Hamsik N; 89' Manfredini A; 92' Floccari A)
Cagliari-Fiorentina 1-0 (31' Acquafresca)
Catania-Torino 3-2 (6' Colombo T; 8', 39' e 77' Mascara C; 50' rig. Amoruso T)
Milan-Chievo 1-0 (14' rig. Kakà)
Sampdoria-Lecce 3-2 (11' Delvecchio S, 15' Cassano S; 55' e 82' Tiribocchi L; 60' Stankevicius S)
Siena-Bologna 1-1 (22' Ghezzal S; 47' rig. Di Vaio)
Udinese-Reggina 0-1 (61' Brienza)
Roma-Lazio (ore 20.30)

ANTICIPI
Juventus-Genoa 4-1 (5' Grygera J; 25' Amauri J; 85' Iaquinta; 89' rig. Milito; 92' aut.Papastathopoulos G)
Palermo-Inter 0-2 (46' e 62' Ibrahimovic)

calcio mercato:"Sereni choc: "Il Milan ce ne fa sei..."


La sconfitta di ieri a Catania ha lasciato il segno in casa Torino. I granata non riescono proprio ad uscire dai bassifondi della classifica e domenica all'Olimpico arriva il Milan. Matteo Sereni, al rientro ieri dopo l'infortunio, non dà chance alla squadra di De Biasi. "Se giochiamo così, il Milan ce ne fa sei... - ha detto il portiere ex Lazio - Rendiamoci conto che sarà un campionato di sofferenza per noi. Piedi per terra e lavoro, perchè purtroppo il Toro non sta simpatico agli arbitri".

calcio mercato:"LA ROMA SI PRENDE IL DERBY: DECIDE BAPTISTA"


La formazione giallorossa si aggiudica il derby grazie a una rete di Baptista
La Roma torna alla vittoria in campionato aggiudicandosi il derby della capitale. Nonostante gli schieramenti offensivi delle due formazioni viene fuori una partita equiliibrata sin dalle prime battute con poche occasioni per entrambe le formazioni, soprattutto nel primo tempo. Ripresa più vibrante complice la rete siglata di testa da Julio Baptista dopo 6 minuti di gioco. Ancora il brasiliano al 21' si rende protagonista di una giocata a centrocampo che provoca l'espulsione per doppia ammonizione di Ledesma. Seppur in inferiorità numerica, la Lazio riesce a farsi pericolosa schiacciando i giallorossi nella propria metà campo, colpa anche di Menez che in contropiede spreca clamorosamente l'opportunità di chiudere la partita. Non incide sul finale l'espulsione di Perrotta all'86' e la Roma può così festeggiare. Da annotare alcuni disordini avvenuti tra i tifosi presenti in Tribuna Tevere al termine del primo tempo.
CLASSIFICA - Inter 27, Milan 26, Juventus 24, Napoli 23, Lazio 22, Udinese 21, Catania 21, Genoa 20, Fiorentina 20, Atalanta 17, Palermo 16, Cagliari 13, Siena 13, Sampdoria 13, Lecce 12, Torino 11, Roma 11, Bologna 8, Reggina 8, Chievo 6

ROMA-LAZIO 1-0 (51' Baptista)
ROMA (4-3-1-2): Doni; Panucci (dal 33' s.t. Cassetti), Mexes, Juan, Tonetto; Perrotta, De Rossi, Brighi; Baptista; Totti (dal 31' s.t. Menez), Vucinic (dal 44' s.t. Taddei). (Arthur, Cicinho, Riise, Montella).All. SpallettiLAZIO (4-3-3): Carrizo; Lichsteiner, Siviglia, Rozehnal, Radu; Brocchi (dal 36' s.t. Dabo), Ledesma, Mauri (dal 15' s.t. Meghni); Pandev, Rocchi (dal 39' s.t. Inzaghi), Zarate. (Muslera, Cribari, Kolarov, Foggia).All. RossiARBITRO: RocchiAMMONITI: Tonetto (R), Radu (L) e Lichsteiner (L) per gioco scorretto.ESPULSI: Ledesma (C) al 21' s.t. e Perrotta (R) per doppia ammonizione.NOTE: spettatori 60.000 circa. ngoli 9-4 per la Roma. Recuperi pt 1', st 4

-- CRONACA --
Primo Tempo
1' - Partiti. Calcio d'inizio della Roma.
2' - Totti dai 30 metri su punizione, palla deviata in corner dalla barriera.
5' - Curva Nord e Sud iniziano ad intonare i primi cori, dopo il silenzio iniziale in memoria di Gabriele Sandri.
6' - Ammonito Tonetto per un fallo su Lichtsteiner.
7' - Ammonito Ledesma per un intervento deciso su Totti.
11' - La Roma sembra più intraprendente. Terzo corner per i giallorossi.
15' - Migliora la manovra della Lazio, che prova ora a schiacciare la Roma nella propria trequarti.
19' - Prima occasione gol per la Roma: Vucinic devia di testa un cross dalla destra di Panucci, Carrizo si salva in corner. Sugli sviluppi dell'angolo si rende pericoloso Mexes.
20' - Nell'azione si fa male Mexes dopo un contrasto con Siviglia.
22' - Risposta della Lazio: Lichsteiner trova Zarate sul secondo palo, ma il suo colpo di testa finisce a lato.
28' - Punizione dalla distanza di Baptista, palla altissima.
35' - Ci prova Rocchi lanciato in scivolata all'interno dell'area di rigore ma la palla termina sul fondo
41' - Una conclusione da fuori area di Baptista finisce a fondo a campo
45' - Un minuto di recupero
46' - Il primo tempo del derby della capitale termina 0-0.

Secondo tempo
1' - Squadre di nuovo in campo. Nessun cambio per le due formazioni
6' - VANTAGGIO ROMA - Julio Baptista porta la Roma in vantaggio: Totti pennella nel cuore dell'area e il brasiliano incorna di testa mandando il pallone all'angolino basso alla sinistra di Carrizo
7' - Immediata risposta della Lazio con un colpo di testa di Zarate che costringe Doni a uno spettacolare tuffo
8' - Sugli sviluppi del calcio d'angolo un rimpallo mette in difficoltà la difesa romanista: Doni blocca
13' - De Rossi ci prova su punizione: pallone alto di poco sopra la traversa
15' - Prima aostituzione per la Lazio: fuori Mauri, dentro Meghni
19' - Lazio pericolosa con Pandev che dopo un'azione confusa fa partire un destro dal limite dell'area: palla che sfiora il palo destro
20' - Lazio in dieci uomini per l'espulsione di Ledesma per un fallo a metà campo di Ledesma che rimedia il secondo cartellino giallo della partita
24' - Conclusione a giro di Rocchi che supera di pochi centimetri la traversa della porta difesa da Doni
26' - Carrizo blocca in due tempi una potente conclusione di De Rossi dal limite dell'area
29' - Lazio sfiora il gol del pareggio con Pandev. Il macedone, servito in area da Rocchi, calcia dal limite dell'area piccola: Doni miracoloso
30' - Sostituzione per la Roma: esce Totti per Menez
32' - Menez sbaglia clamorosamente l'opportunità di chiudere il match. Servito su azione di contropiede da Vucinic, il francese si ritrova solo davanti a Carrizo calciando sul portiere
33' - Secondo cambio per la Roma: fuori Panucci, dentro Cassetti
35' - Sostituzione per la Lazio: Dabo in campo al posto di Brocchi
38' - Terza e ultima sostituzione per la Lazio: fuori Rocchi, dentro Inzaghi
40' - Colpo di testa di Inzaghi all'interno dell'area di rigore: palla sul fondo
41' - Anche la Roma resta in dieci uomini per l'espulsione di Perrotta che commette un fallo pericoloso su Lichtsteiner
42' - Ultimo cambio per la Roma: dentro Taddei per Vucinic
44' - Lazio pericolosa: Zarate scappa sulla sinistra e mette in mezzo un pallone che Lichtsteiner incorna di testa mandandolo alto di poco
45' - Sono quattro i minuti di recupero
49' - L'arbitro Rocchi manda le squadre negli spogliatoi: la Roma vince il derby grazie alla rete di Baptista

venerdì 14 novembre 2008

Calcio mercato:"tutte le occasioni da non perdere"


Nella vetrina delle 20 squadre di serie A ce n'è per tutti i gusti: da Cruz e Crespo, a Nedved e Panucci, da Shevchenko ai due Inzaghi. Ma occhio anche oltre frontiera: Tevez, Owen e Schweinsteiger i pezzi da novanta
Il cerchio si stringe. Mancano 85 giorni all’apertura del mercato invernale e le grandi manovre sono già iniziate. La maggior parte dei riflettori è puntata sulla Juve, indiziata di almeno un’operazione importante: quasi certamente a centrocampo. Ma le società si stanno guardando intorno a caccia di occasioni a buon mercato. Così i giocatori a scadenza di contratto rappresentano un’opportunità spesso interessante. Anche se le occasionissime sono sempre meno, una sbirciatina va sempre data.
MADE IN ITALY - Sul mercato interno spiccano i nomi di Hernan Crespo e Julio Cruz, ma anche quello di Olivier Dacourt. Entrambi i cecchini argentini faticano a trovare spazio nelle scelte di Mourinho. Né il club di Moratti sinora s’è mosso per dare loro rassicurazioni economiche. Si sa da tempo dell’interesse della Roma per entrambi: magari uno dei due parte alla riapertura delle liste. E a confidare in quest’ipotesi non c’è la sola Roma. Ma occhio anche allo juventino Nedved e al milanista Shevchenko. Poi tutti gli altri, in prima fila Pippo Inzaghi (che però è vicino al rinnovo). In Italia sono poco meno di una settantina e non tutti certi di trovare un ingaggio per la prossima stagione. Piuttosto in vista del 2010 spiccano i nomi di Adriano, Aquilani ed Eto’o. Tre storie esemplari, da seguire con estrema attenzione.
OLTRE FRONTIERA - Guardi oltre frontiera e scopri che talenti del peso di Tevez, Owen e Schweinsteiger a fine stagione possono liberarsi rispettivamente dal Manchester United, il Newcastle e il Bayern Monaco. L’argentino in realtà è impegnato con un fondo che l’ha prestato al Manchester. Preso Berbatov, ora Ferguson non è certo di riscattarlo e ciò apre le porte alle speranze di chi come, ad esempio Massimo Moratti, ha sempre avuto un debole per lui. Invece Owen è proprio a fine contratto, come il nazionale tedesco del Bayern su cui la Juve lavora da mesi.
I NODI - A Bologna a fine stagione saranno addirittura 11 i giocatori che potrebbero sistemarsi altrove a costo zero, tra questi Di Vaio, Marchini e Bombardini. Diverse situazioni da definire anche al Torino per Urbano Cairo: a parte il caso Ventola, il presidente granata sta definendo il prolungamento del portiere Sereni che salvo sorprese firmerà un triennale. MOSSE BERGAMASCHE - L’Atalanta sta trattando in questi giorni i rinnovi di Manfredini e Rivalta: col primo c’è già un’intesa di massima e manca solo l’ufficialità, per il secondo la trattativa entrerà nel vivo a metà novembre. Per De Ascentis se ne riparlerà più in là, mentre il discorso-Vieri è chiaramente rinviato a fine torneo.
DUE A SCADENZA - Il Genoa ha due soli giocatori a scadenza: per Milanetto il rinnovo è ormai una formalità, con Juric c’è da trattare. Due casi sotto osservazione anche a Lecce: Ardito e Konan e per l’ivoriano c’è già stato qualche incontro.
ALTRE OCCASIONI - Il Chievo ha un’opzione per i prolungamenti di Sorrentino (al 2012) e Yepes (al 2010) mentre con Marcolini siamo ai dettagli per un biennale. Tanti attaccanti sul mercato. A Torino ci sono Ventola e Stellone.
UDINE CONTROCORRENTE - A Siena c’è Frick, mentre scadranno a giugno anche i vincoli di Corradi (con la Reggina) e Simone Inzaghi (Lazio). In controtendenza c’è sicuramente la Samp che non ha giocatori a scadenza. Mentre l’Udinese ha quasi tutta la rosa vincolata al 2012: eccetto l’esperto Sala, scritturato per una sola stagione.

Calcio mercato:" Inter, Obinna: "La Roma? Io vorrei restare qui""


Approdato all'Inter dopo il fallito trasferimento all'Inter, Viktor Obinna sembrava destinato a non vedere quasi mai il terreno di gioco, ma al momento ha già collezionato 6 presenze. Alle voci di un possibile trasferimento alla Roma, l'attaccante nigeriano ha risposto così: "Non ne so nulla. Ora il mercato non mi interessa. Decidono società e Mourinho. Io voglio giocare, ma visto che ci sto riuscendo qui...".

Calcio mercato:"Milan,su Thiago Silva"


C'è anche il Manchester City tra le pretendenti al difensore della Fluminense Thiago Silva (24); i Citizens paiono infatti in forte pressing sul nazionale brasiliano seguito anche da Chelsea e Milan. Una concorrente in più quindi per i rossoneri, che però sembrano tutt'altro che fuorigioco: dopo gli incontri tra Leonardo e l'agente del giocatore, Paulo Tonietto, Galliani e Braida hanno continuato a tessere i rapporti con Jorge Mendes, rappresentante europeo per la Fluminense. Potremmo essere quindi alle battute decisive della vicenda, anche se le varie pretendenti sembrano intenzionate ad attendere la conclusione della vertenza tra il giocatore e la Dinamo Mosca.

calcio mercato:"Juventus batte 4-1 il Genoa "

Nell'anticipo della 12esima giornata di serie A la Juventus batte 4-1 il Genoa (reti di Grygera, Amauri, Iaquinta e autogol di Papastathopoulos per i bianconeri e di Milito per i liguri), colleziona la settima vittoria consecutiva fra campionato e Champions League e aggancia l'Inter in testa alla classifica a quota 24 punti.

sabato 8 novembre 2008

calcio mercato:"Juventus Ranieri: "Un deficiente non diventa Einstein..."

Il tecnico della Juve alla vigilia della trasferta in casa del Chievo: "Sbagliavo prima e sbaglio adesso; solo che in passato perdevo, ora vinco. Adesso dobbiamo mantenere la stessa concentrazione e umiltà: questa è la nostra missione. E non credo che gli elogi possano costituire un pericolo, piuttosto sono una vitamina"

Il Bentegodi non è il Bernabeu ma contro il Chievo Claudio Ranieri vuole la stessa Juve in campo contro il Real. E perché no, anche lo stesso Alessandro Del Piero inarrestabile che domani festeggerà il suo 34° compleanno. Voglia di vincere e umiltà, sono queste le parole d'ordine della vigilia bianconera, col Chievo la Juve non vuole smettere di vincere.
REAL MADRID - "Dobbiamo mantenere la stessa voglia e la stessa umiltà del Bernabeu - dice Ranieri- , questa è la nostra missione. E' chiaro che questa Juve è costruita per dare fastidio a tutti, anche in Europa, vincere al Bernabeu senza subire gol non è cosa da poco. Il lavoro è giusto, altrimenti non riusciremmo ad ottenere questi risultati. Troppi elogi fanno male? Non credo, devono essere benzina e vitamine ma siamo consapevoli che ci aspetta una gara difficile; il Chievo è stato un po' sfortunato ma ha cambiato allenatore e ci terrà a dare il massimo, combatterà al 110%. Non so ancora chi recupererò, aspettiamo l'allenamento di rifinitura, se posso farò rifiatare chi ha giocato di più".
DEL PIERO - Il capitano sembra essere immune al turnover, domani dovrebbe partire titolare: "Sta attraversando un ottimo periodo? Sono 3 anni che va tutto alla grande, in B, l'anno scorso e ora. Si criticava il fatto che spesso lo sostituivo alla fine ma ho guardato i numeri dell'anno scorso e ho notato che lui è quello che ha giocato di più di tutti. Questo è un perdiodo splendido della sua vita, fa gol ed è una cosa fondamentale ma non solo. La cosa più bella è come gioca per la squadra. Gli faccio un grande ringraziamento perché sta facendo cose eccezionali. Il paragone con Di Stefano? Qualcuno se la prenderà a male, Del Piero è più giovane. Domani è il suo compleanno, gli auguro d gioire come ho gioito io al mio compleanno".
L'ALLENATORE - "Dove si vede la mia mano in questa serie di vittorie? Forse si vede di più nel terzo posto dell'anno scorso. Quest'anno ho subito critiche e non credo che in 15 giorni un deficiente possa diventare Einstein, io sono sempre lo stesso, cambia solo il risultato delle partite".
CENTROCAMPO - "Tiago si è liberato del peso della maglia, ha capito i meccanismi del 4-4-2. Si era un po' perso e intristito ma nelle ultime gare ha dato un contributo notevole, un po' come l'anno scorso Legrottaglie. Le porte sono sempre aperte, chi gioca bene troverà spazio. Credo che Tiago rimarrà fino a fine stagione, anche lui sarà d'accordo. Ormai è un punto di riferimento costante. Zanetti ha sempre delle piccole indecisioni mentali, è dispiaciuto perché vorrebbe giocare ma non si sente ancora pronto".

calcio mercato:"Juventus: tutto su Diego "


Secondo quanto riporta il noto quotidiano sportivo 'Tuttosport' la Juventus starebbe concentrando tutte e sue attenzioni su Diego (23), fantasista brasiliaNo del Werder Brema. Se la società bianconera accede al prossimo turno di Champions League, come auspicabile, allora l'introito sarà di circa 10 milioni di euro. Una bella cifra che la dirigenza di Corso Galileo Ferraris sarebbe pronta ad impegnare nell'acquisto attualmente più acclamato da tifosi e stampa all'unanimità. Il Werder Brema ha fatto intendere per vie ufficiose che il costo del cartellino del giocatore si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro.I segnali provenienti da Torino fanno presagire che questa sia la volta buona: l'assalto della Juventus a Diego potrebbe veramente andare in porto.

Calcio mercato:"SLA Ecco chi sono gli ex calciatori colpiti"

Dalle indagini svolte da Guariniello emerge che il numero di ex calciatori che ha contratto la SLA sia di poco superiore alle 40 unità su un campione di 30.000 ex giocatori monitorati. Stando alla media nazionale, da questo campione sarebbero dovuti uscire al massimo due casi mentre, invece, sono più di 40.

Al momento sono questi i nomi conosciuti di ex calciatori professionisti che hanno giocato in Italia e che sono stati uccisi dalla Sla:
Enzo Blasone
Alberto Bonaretti
Albano Canazza
Ernesto "Tito" Cucchiaroni [morto in un incidente stradale, ma, probabilmente, affetto da Sla]
Fabrizio Dipietropaolo
Fabrizio Falco
Sauro Fracassa
Alvaro Gasparini
Adriano Lombardi
Enzo Matteucci
Celestino Meroni
Otello Milan
Lauro Minghelli
Ubaldo Nanni
Ernst Ocwirk
Giancarlo Pomelli
Giorgio Rognoni
Armando Segato
Narciso Soldan
Attilio Tassi
Gianluca Signorini
Guido Vincenzi Al momento risultano ammalati questi ex calciatori:
Stefano Borgonovo
Piergiorgio Corno
Marcello Neri
Luca Pulino
Agatino Russo
Franco Tafuni
Maurizio Vasino
+ M.S. (nomi puntati perché la famiglia non consente la diffusione delle generalità)
+ un centrocampista degli anni Ottanta del quale la famiglia non consente la diffusione delle generalità

calcio mercato:"Obama si scopre tifoso del West Ham"

Per il nuovo presidente degli Stati Uniti è derby con Osama Bin Laden


Barack Obama è un tifoso del West Ham. Il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, il primo di colore nella storia del continente, secondo quanto riferito dal Telegraph, si scopre appassionato di calcio. Non è una novità trovare tra i politici americani, ma nemmeno tra personaggi di Hollywood, supporter di squadre della Premier League.
Ilary Clinton, rivale di Obama nelle primarie per la rappresentanza del Partito Democratico, si dichiara da sempre sostenitrice del Manchester United. Sylvester Stallone è un fan dell'Everton. Hugh Grant e Pierce Brosnan si schierano per il Fhulam.
Ma il dato più interessante non riguarda un politico e neanche un attore. Stiamo parlando di Osama Bin Laden, "l'uomo dell'11 settembre", che nel 1994 assistette dal vivo a una partita dell'Arsenal scoprendosi grande tifoso. Un derby particolare tutto londinese proprio con Barack Obama. XL.com, sponsor del West Ham, vorrebbe cogliere l'occasione al balzo e ha già consegnato al Presidente degli States l'invito a seguire la propria squadra nello stadio di Londra. Chissà che Obama non accetti. Il derby a distanza è già cominciato.

calcio mercato:"Beckham,Milan pensa a prolungamento"


Penale Galaxy ridotta per fine stagione

Potrebbe essere ben più lunga della manciata di mesi prevista la permanenza di David Beckham al Milan. Il contratto della star inglese con i L.A. Galaxy, infatti, prevedrebbe la possibilità di un'interruzione anticipata a partire dalla fine della stagione 2009. Così in via Turati hanno messo in conto di trattenerlo anche in primavera, pagando una penale ridotta visto che Beckham avrebbe la possibilità, quattro mesi dopo, di abbandonare la Mls.
Soprattutto Beckham sembra essere intenzionato a non lasciarsi sfuggire l'occasione di tornare a giocare nel calcio che conta e fare rientro in Europa dopo la sua esperienza a stelle e strisce.
Molto dipenderà anche dall'esito di questo "provino" da un milione di euro per i due mesi che lo Spice Boy trascorrerà a Milano in prestito.
Adriano Galliani da parte sua ha assicurato che l'interesse per il giocatore è soprattutto sportivo e non solo d'immagine e per questo se le prestazioni saranno soddisfacenti ci sono buone probabilità che l'accordo tra le due parti venga prolungato sino al termine del campionato di serie A.
Capello non lo convoca per la GermaniaBeckham non troverà posto nell'Inghilterra che il 19 novembre affronterà in amichevole la Germania. Secondo "The Sun", il commissario tecnico Fabio Capello non convocherà il futuro milanista vista la sua attuale inattività e condizione fisica carente. Beckham, che vanta 107 presenze in Nazionale, salvo sorprese non potrà agganciare immediatamente Bobby Moore, che ha chiuso la carriera con 108 partite con la maglia dei Leoni.

calcio mercato:"Galliani: "Ho comprato le foto che riguardavano Coco""


Dopo che nella scorsa udienza erano stati ascoltati alcuni giornalisti esperti del mondo del gossip, oggi, davanti a numerose telecamere, fotografi e curiosi, è iniziata la sfilata dei vip, con Adriano Galliani e Simona Ventura, chiamati a testimoniare dal pm Frank Di Maio nel processo che vede imputato Fabrizio Corona per alcuni episodi di estorsione e tentata estorsione ai danni di alcuni personaggi famosi, tra cui Lapo Elkann, Francesco Coco e Alberto Gilardino. COCO IN BARCA - Adriano Galliani ha spiegato di aver ritirato le foto di Francesco Coco, ex giocatore del Milan, che lo ritraevano in barca a largo delle Baleari, nell'estate del 2001, con il costume abbassato e in compagnia di cinque amici. "Il mio amico Chiarini dell'agenzia Fotocolor - ha raccontato - mi disse che c'erano in giro queste foto, le ho viste e ho pensato che fosse interesse del Milan acquistarle per ritirarle dal mercato, ma non ho mai avuto alcun contatto con Corona. Le abbiamo pagate con regolare fattura 36 milioni di lire, soldi che ho poi trattenuto dallo stipendio di Coco". Chi ha dichiarato invece di essere stata perseguitata da Fabrizio Corona è stata Simona Ventura, che ha raccontato come "dal mio divorzio nel novembre del 2004 e per due anni sette fotografi di Corona hanno seguito me e anche i miei bambini ovunque". Ma ha anche chiarito di non aver mai pagato Corona per ritirare foto che la ritraevano, "anche se so che un ritiro c'è stato, ma non so se è stata pagata una somma". BARBARA BERLUSCONI - La prima a prendere la parola, però, è stata Matilde Simonetto, curatrice dell'immagine della famiglia Berlusconi, che ha raccontato l'episodio, non contestato nei capi di imputazione, delle foto a Barbara Berlusconi, figlia del premier, ritratta nel 2006 all'uscita di una discoteca milanese in compagnia di alcuni amici. "Non ho mai ricevuto minacce da Corona. Mi propose le foto di Barbara e la considerai quasi una cortesia da parte sua", ha spiegato Simonetto, che dal 1991 si occupa di organizzare servizi fotografici per il presidente del Consiglio. Ha ricordato che fu il ragioniere della famiglia ad acquistarle per 20mila euro, dopo che Corona aveva fissato un primo prezzo di 30mila euro. "Non erano scandalose e non c'era alcuno scoop - ha risposto la donna - erano bruttine, buie e sgranate e disturbavano la privacy, di cui Barbara è molto gelosa".

calcio mercato:" Roma, in arrivo Cappai"


La Cisco Roma ufficializzerà a breve l'ingaggio dell'attaccante Roberto Cappai (19). L'ex punta della Nuorese aveva rescisso con il Pescara, club al quale si era legato quest'estate.

giovedì 6 novembre 2008

Calcio mercato:"Il Palermo si butta su Douglas Costa "


Centrocampista offensivo, Zamparini lo sta soffiando a Ferguson


Palermo-Manchester United? Sulla carta non è una partita, ma già una volta nella sfida hanno trionfato i colori rosanero. Il caso in questione è stato quello di Simon Kjaer, approdato in Sicilia nonostante la corte di Alex Ferguson. Adesso Zamparini ci riprova. Vuole fortemente il gioiello brasiliano Douglas Costa del Gremio (la squadra che lanciò Ronaldinho) e ha ottime possibilità di arrivare primo un'altra volta.
Douglas Costa (nome completo Douglas Costa de Souza) è nato a Sapucaia do Sul, stato del Rio Grande do Sul, il 14 settembre 1990. Centrocampista offensivo, è alto 1 metro e 70 per 63 kg, in questo campionato brasiliano ha segnato un gol. E' valutato 10 milioni, una cifra che il Palermo è disposto a spendere. Un emissario rosanero è già a Porto Alegre per cercare di chiudere l'affare al più presto, magari già per gennaio.

Calcio mercato:"Fiorentina serve un miracolo"


Buona prova della Fiorentina, che va subito in gol con Mutu e poi sfiora ripetutamente il raddoppio. Ma regala al Bayern il pareggio con Borowski. Vince anche il Lione: ora la qualificazione agli ottavi è un miraggio
E' proprio la Fiorentina, bella e buona. Bella perché gioca bene procurandosi un sacco di occasioni. Generosa perché ne mette dentro una sola e si fa trafiggere dai tedeschi alla prima ingenuità: ora la qualificazione è poco più di un miraggio, con tre punti a fronte degli otto di Bayern e Lione.
I TEDESCHI CI PROVANO - Il Bayern parte forte, deciso a intimidire i viola: possesso palla, gioco sulle fasce, e attacchi a folate. E per alcuni minuti gli uomini di Prandelli appaiono in effetti in difficoltà. Ma basta la prima azione corale, ben orchestrata da Montolivo, per liberare Zauri al cross giusto dalla destra: prolunga di testa Gila e Mutu mette dentro con un secco piatto al volo nell'angolo del primo palo. I tedeschi sbandano, e attorno a metà tempo c'è il momento migliore dei viola, che infatti sfiorano il raddoppio due volte con Gilardino di testa. Solo dopo la mezzora si rifanno vivi i ragazzi di Klinsmann, sulla spinta di Schweinsteiger e Ribery, che imperversano sulle rispettive fasce, ma i viola reggono grazie alle doppie se non triple marcature predisposte da Prandelli soprattutto sul francese, irresistibile nell'uno contro uno. Così si va al riposo col meritato vantaggio della Fiorentina.
LA RIPRESA - I viola ripartono nuovamente alla ricerca del raddoppio. E subito lo sfiorano Gilardino, Mutu e anche Felipe Melo con un gran tiro dalla distanza. Il Bayern invece stenta a costruire gioco, e quando arriva alla conclusione è di solito impreciso. Col passare dei minuti, però, Klinsmann fa qualche aggiustamento tattico e il Bayern accelera: Frey comincia a essere impegnato, e sull'asse Ribery-Podloski arrivano i primi affanni per Dainelli & co. Finché un fuorigioco sbagliato non mette sui piedi di Borowski, in area, un pallone che il centrocampista ha tutto il tempo di aggiustarsi e mettere dentro: e a quel punto tornano in mente tutte le occasioni sprecate. I viola crollano psicologicamente per alcuni minuti, e i tedeschi sprecano clamorosamente un paio di occasioni per il raddoppio (incredibile quella di Klose da pochi passi). Alla fine è pari, con l'inesperienza dei viola che costa due punti.

Calcoi mercato:"Scacco matto al Re....Al"


I bianconeri passano 2-0 in casa Real, dove non vincevano da 46 anni, grazie a un gol per tempo del suo capitano, che mai aveva segnato nello stadio spagnolo: assicurato il passaggio agli ottavi. Tutto lo stadio in piedi ad applaudire Del Piero quando Ranieri lo richiama al 47'
Come da tradizione. Per la quattordicesima volta fra Real Madrid e Juventus in Europa non finisce in parità, anzi il 2-0 di stasera firmato dal Del Piero al Bernabeu permette ai bianconeri di agguantare gli spagnoli a quota 7 vittorie nelle sfide dirette e di tornare al successo in quello stadio a distanza di 46 anni. Ma quel che più conta è che la vittoria regala ai bianconeri la qualificazione agli ottavi dopo quattro giornate di Champions. Con Del Piero che mai prima aveva infranto il tabù del Bernabeu.
RIVOLUZIONE REAL - Sotto gli occhi di Maradona e Bilardo, vigili in tribuna, cambi obbligati in casa Real: Pepe non ce la fa, al suo posto gioca Heinze, con Marcelo in spinta a sinistra. Gago va in panchina, in campo c'è Diarra. L'ultima sorpresa in negativo è Robben, che si fa male durante il riscaldamento e viene surrogato da Drenthe. La Juve si schiera invece nella formazione preannunciata, con Del Piero-Amauri in avanti, Marchionni al posto di un Camoranesi convalescente e Tiago in mezzo, all'esordio in Europa con la maglia della Juve.
PASSA DEL PIERO - L'inizio è di marca Real: la Juve parte cauta, più intraprendenti e offensivi gli spagnoli, che mettono subito sul banco le loro carte. Ma la Juventus chiude con efficacia e gioca con intelligenza e lucidità: si tiene corta e compatta, con la difesa ben avviatata sulla trequarti. Più complicato arrivare dalle parti di Casillas, ma il tempo non manca. Al primo affondo poi la Juve passa: al 17' Marchionni trova il corridoio giusto per Del Piero, che avanza di qualche passo e infila gli spagnoli con un sinistro che non perdona. La Juve cresce in personalità e acquista sicurezza, gli spagnoli vacillano. Il raddoppio sembra vicino, ma è un'illusione ottica. Al 24' infatti arriva la riscossa madridista: Sergio Ramos da ottima posizione manda alto, ma è il segnale che il Bernabeu aspetta. Poi sbaglia Amauri, Mellberg è prodigioso su Drenthe, Diarra fallisce la mira. Insomma entrambe le squadre sfiorano il gol, ma i primi 45' finiscono con la Juve un po' affannata ma meritatamente in vantaggio.
CONTROLLO ATTIVO - Nella ripresa il leit motiv è uno solo: il Real prova a fare la gara, ovviamente tentando di recuperare il passivo, la Juventus accetta con cosapevolezza e grande dignità di interpretare una gara di sacrificio. E così è, ma i bianconeri sono anche capaci di ribaltare l'azione e proporsi in avanti: e così Raul e Amauri sfiorano il gol arrivando all'appuntamento con identico sciagurato decisivo ritardo, finché è ancora Del Piero, al 22', a spezzare di nuovo l'incantesimo: stavolta direttamente su punizione, di destro, complice una barriera mal disposta da Casillas. Motivazioni e fiducia ritrovata sono le armi in più della Juve, di fronte a un Real positivo ma privo della ferocia che anima gli ospiti. Poi Higuain, subentrato a Sneijder, sbaglia ancora sotto porta. Prova allora a cambiare Schuster, mandando in campo al 37' Van der Vaart e Saviola. Amauri esce per Iaquinta, la Juventus raddoppia attenzione e sforzi, e l'ultimo applausi è ancora per Del Piero, vicinissimo alla tripletta. Ma cambia poco, per lui e per la Juve è comunque un trionfo. Come testimonia la standing ovation che accompagna l'uscita del capitano bianconero: tutto il Bernabeu è in piedi ad applaudirlo quando Ranieri lo richiama al 47'.

mercoledì 5 novembre 2008

Calcio mercato:"Elezioni Usa, Obama stravince "


Il candidato democratico è il 44° presidente degli Stati Uniti. John McCain ammette la sconfitta: "Il fallimento è mio e non vostro. L’America si è espressa chiaramente". Alle urne il 65% degli americani


Il momento di cui le future generazioni leggeranno sui libri di storia arriva alle 23 in punto: Cnn e Abc, a distanza di pochi istanti l’una dall’altra, annunciano che Barack Obama è il primo afro-americano a diventare presidente degli Stati Uniti d’America. Il momento cruciale coincide con la vittoria del candidato democratico in Virginia, uno Stato che dal 1964 finiva costantemente nelle mani repubblicane. Gli Stati della Costa Ovest hanno chiuso i seggi da pochi secondi e la loro certa adesione a Obama consegna al senatore dell’Illinois l’automatico successo. Anzi il trionfo, perché come sottolinenano i commentatori politici, che in questi mesi sono stati i veri mattatori dei palinsesti tv, Obama non sarà soltanto il Presidente delle due coste, ma di tutta l’America.
TRIONFO - Che sarebbe stata una vittoria rapida lo si è capito quasi subito, quando la Pennsylvania e successivamente l’Ohio (lo Stato senza il quale i repubblicani non sono mai entrati alla Casa Bianca) si sono tinti di blu. Nel momento in cui è caduta in mano democratica anche la "pesante" Florida, che aveva determinato la vittoria di Bush nelle due precedenti elezioni, è stato chiaro che sarebbe mancato pochissimo alla ufficializzazione di Obama presidente. La Storia procede molto rapidamente. Passano appena venti minuti dall’annunciato trionfo democratico, che lo sconfitto John McCain, dal suo quartier generale a Phoenix in Arizona, concede la vittoria al rivale. E lo fa con il più bel discorso pronunciato in tutta la campagna elettorale. Rende a Obama l’onore delle armi e chiede ai suoi "fellow friends" che lo hanno supportato di applaudire il neo eletto presidente.
APOTEOSI - "La sconfitta è chiara, il fallimento è mio e non vostro. L’America si è espressa e lo ha fatto chiaramente. Ho avuto l’onore di congratularmi con il senatore Obama che questa notte è diventato il nuovo Presidente degli Stati Uniti". Nelle piazze di New York, da Times Square a Union Square ad Harlem, storico quartiere nero, la folla festeggia come fosse la liberazione da un incubo. Quello di Bush. Tre minuti prima della mezzanotte, Obama con la nuova First Lady Michelle e le due figlie, compare sul palco di Grant Park a Chicago. E’ l’apoteosi. Il suo discorso dura 15’ e contiene tutti i principi per cui è stato votato da un’America mai così compatta negli ultimi vent’anni: il voto popolare con cui viene eletto è il più ampio dai tempi di Lindon Johnson. "Se qualcuno ancora dubita che questo Paese non offra a tutti pari opportunità, stasera avete la risposta: il cambio tanto auspicato è arrivato. Ora dobbiamo affrontare i peggiori pericoli della nostra storia: la crisi economica e la lotta al terrorismo. Ci sarà bisogno di stare uniti. Questo è il momento di aprire la porta della speranza ai nostri figli". La commozione si taglia a fette: è un momento storico. Lo si respira nell’aria.

Calcio mercato:"Juve, stasera occhi su Schweinsteiger"


Non poteva credere ai suoi occhi, ieri pomeriggio all'Hotel Excelsior di Firenze, Karl Heinze Rumenigge, responsabile stampa e pubbliche relazioni del Bayern Monaco. Pochi istanti dopo essere arrivato nell'albergo che ospiterà la squadra bavarese fino a domattina, in vista del match di Champions League che si giocherà stasera contro la Fiorentina, l'ex vicepresidente della società nella quale entrò per la prima volta nel 1974, ha avuto davanti agli occhi la scena di Bastian Schweinsteiger (23) che firmava una sciarpa bianconera della Juventus. Il centrocampista, nato a Kolbermoor, non si è accorto che il piccolo Marco, 8 anni, di Forlì, in vacanza con i genitori ed ospite anche lui dell'Hotel Excelsior di Firenze, ci teneva a farsi autografare la sciarpa della sua squadra del cuore. Rumenigge da prima stupito ha poi spiegato a Schwinsteiger cosa stava firmando, ma il nazionale tedesco ha sorriso senza problemi al bambino che avrà così un oggetto di culto calcistico particolare. E chissà che la sciarpa del tifoso juventino Marco non sia un segno del destino, visto che questa sera ben due osservatori bianconeri saranno al Franchi per vedere dal vivo uno dei talenti del calcio mondiale, che nel recente passato è stato accostato alla società torinese. Schweinsteiger gioca in quello che è stato il ruolo di Giovinco in qualche partita, e che soprattutto è ricoperto da cinque anni da Pavel Nedved, e nonostante le ottime prestazione del centrocampista ceco, sarebbe un investimento per la Juventus dal futuro garantito.

Calcio mercato:"Berlusconi studia Lavezzi"


Milan-Napoli: occhi anche su Santacroce
Durante Milan-Napoli, i 70.000 di San Siro avranno occhi solo per Kakà, Ronaldinho e company con la speranza di ritrovarsi in testa alla classifica dopo tre anni di astinanenza, ma un giocatore partenopeo, Ezequiel Lavezzi, di occhi pronti a seguirlo passo dopo passo ne avrà due in particolare: quelli di Silvio Berlusconi che si è innamorato delle sue giocate in tempi non sospetti. Ancelotti, invece, seguirà con attenzione Fabiano Santacroce.
Lo splendido inizio di campionato del Napoli, infatti, non è passato inosservato dalle parti di Milanello dove i migliori giocatori a disposizione di Edy Reja fanno gola ai palati fini rossoneri. Non più tardi di una decina di giorni fa, l'ammissione del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, aveva svelato pubblicamente l'interesse di Berlusconi per Lavezzi: "Mi ha detto che gli piace molto, ma non si muove da qui" aveva dichiarato De Laurentiis che, però, "rischia" di dover fare i conti con i desiderata del presidente del Milan al termine della stagione.
Ad Ancelotti, invece, che di fantasia là davanti ne ha già a sufficienza, piacerebbe dare una rinfrescatina al reparto arretrato con Santacroce, uno dei giovani difensori italiani più appetibili sul mercato. Lo stesso Marcello Lippi lo ha messo da tempo sul suo personalissimo taccuino, a dimostrazione del grande futuro che attende il 22 centrale nato in Brasile ma italiano a tutti gli effetti.
Infine, tutti sono pronti ad ammirare le gesta di Marek Hamsik che (ormai non ci sono più dubbi) diventerà a breve uno dei centrocampisti più decisivi del mondo. Su di lui, però, hanno messo gli occhi i più ricchi ed importanti club europei con il Chelsea davanti a tutti. Strapparlo alla concorrenza sarà quasi impossibile.

Calcio mercato:"Adriano: rispunta l'idea Milan"


Problemi per il rinnovo con l'Inter
Mourinho ha riaperto le porte ad Adriano, malgrado l'esclusione con l'Anorthosis. Ma il suo futuro in nerazzurro è incerto. Il contratto scade nel 2010. Il rinnovo dovrebbe quindi arrivare entro fine stagione, ma le parti sono lontanissime. Adri ora guadagna 5 milioni l'anno, l'Inter vorrebbe dimezzargli lo stipendio. All'orizzonte rispunta così il Milan, che fra un anno e mezzo potrebbe accogliere l'attaccante a parametro zero.
Dunque clima rasserenato, almeno nell'immediato. Domenica c'è l'Udinese e Adriano dovrebbe tornare a far parte dei convocati. I problemi sono tutti in prospettiva 2010. Il Milan è sempre stato un sogno di Adri, ma Moratti ha sempre detto di no. Mai il patron nerazzurro cederebbe il suo pupillo ai 'cugini' rossoneri. Ma senza il rinnovo, trattenerlo fra un anno e mezzo sarà impossibile.

Calcio mercato:"Roma-Chelsea: un arresto e quattro feriti"

Un tifoso italiano è stato arrestato con l'accusa di rissa e lesioni, un minorenne è stato denunciato e ci sono stati quattro feriti, un poliziotto del reparto mobile di Roma e tre tifosi del Chelsea. Si è conclusa così una rissa verificatasi tra tifosi inglesi ed italiani poco prima del calcio dell'inizio della partita allo stadio Olimpico.La rissa, che ha coinvolto diversi tifosi inglesi e della Roma, è nata proprio all'ingresso della curva sud dell'Olimpico. Immediato l'intervento delle forze dell'ordine che ha impedito che il degenerare della situazione.

Calcio mercato:"l'Inter pareggia 3-3 con l'Anorthosis Famagosta "


Nella quarta giornata del gruppo B di Champions League l'Inter pareggia 3-3 con l'Anorthosis Famagosta privo dei suoi tre elementi migliori. Due volte in vantaggio con Balotelli e Materazzi (13esimo e 44esimo), i nerazzurri si sono fatti riprendere e sorpassare dai ciprioti grazie alle reti di Bardon, Panagi e Frousos (31esimo, 46esimo e 51esimo). A dieci minuti dal termine Cruz segna pero' il pareggio. Nello stesso girone Werder Brema-Panathinaikos finisce 0-3.
Questa la classifica attuale:
Inter 8,
Anorthosis 5,
Panathinaikos 4,
Werder Brema 3.

Calcio mercato:"Impresa Roma: 3-1 al Chelsea"


Nella quarta giornata del gruppo A di Champions League la Roma batte 3-1 il Chelsea e si porta al secondo posto in classifica, con sei punti. Sblocca il risultato al 34esimo Christian Panucci su cross del brasiliano Cicinho, poi raddoppia Vucinic al 48esimo. E' lo stesso montenegrino a realizzare il terzo gol al 58esimo, poi John Terry accorcia le distanze al 75esimo. Nello stesso girone Cluj-Bordeaux finisce 1-2. Ancora a segno per i francesi Yoann Gourcuff.
Classifica:
Chelsea 7,
Roma e Bordeaux 6,
Cluj 4.

lunedì 3 novembre 2008

Calcio mercato:"Milan davanti a tutti"


I rossoneri superano 1-0 la squadra di Reja grazie a una punizione del brasiliano deviata da Denis a 4' dalla fine. Un minuto prima Kakà si era fatto parare un rigore da Iezzo. Azzurri in 10 per tutta la ripresa per il rosso a Maggio. Il Milan a 22 punti torna in testa al campionato dopo oltre quattro anni
L'ha accarezzato fino all'86'. Un punto d'oro, dopo un calvario: l'espulsione di Maggio al 44' del primo tempo, dopo il rigore di Kakà parato da Iezzo. Dopo una partita di grande intensità. Invece al 41' della ripresa Ronaldinho su punizione scarica una saetta maligna che Denis devia e consegna ai rossoneri vittoria e primato solitario in classifica, a distanza di quasi quattro anni e mezzo dall'ultima volta. Vittoria sudata quella del Milan che in ogni caso fa valere carattere e sacrificio: l'arma in più della nuova era rossonera. ATTENTI A QUEI DUE - Il Milan non può fare a meno di Marco Borriello. Lo ha detto Carlo Ancelotti. Il centravanti è il punto di riferimento davanti a Kakà e Ronaldinho. Con il Napoli, che schiera non solo classe, ma anche muscoli, dà più garanzie di Pato che proprio con il Napoli iniziò la sua avventura (con gol) in rossonero. Ma dal 5-2 subito il 13 gennaio scorso, gli azzurri hanno fatto passi da gigante. Il 3-5-2 inganna, perché il Napoli gioca bene dalla testa in giù: difesa organizzata, abile a chiudere gli spazi e a pressare sull'uomo; centrocampo sempre pronto a rilanciare l'azione e un attacco pesante in cui Denis e Lavezzi sono una minaccia costante. SALVA BLASI - La dote naturale offensiva del Napoli innesca quella del Milan, ma il furore e la caccia al gol confonde spesso le idee alle due formazioni, regalando nel primo tempo solo un paio di emozioni. La prima vera palla gol è del Milan, con salvataggio sulla linea di porta di Blasi, sul campanile di testa di Ambrosini al 20'. Al 25' Lavezzi mette in mostra le sue straordinarie qualità. Il suo sinistro è un fulmine e Abbiati deve usare il colpo di reni per respingere. Al 27' è invece il Milan a confezionare un'azione spettacolare con tiro conclusivo alle stelle di Kakà.
SALVA BONERA - Bella sfida. Scontro fisico e tecnico, che col passare dei minuti lascia però spazio al tatticismo in cui sono i singoli a fare la differenza. Al 41' il Napoli registra sul tabellino la sua più ghiotta occasione. Lavezzi scarica una bordata che Abbiati non trattiene; il portiere pasticcia con Bonera che alla fine spazza in fallo laterale, prima che la palla oltrepassi la linea di porta.
MAGGIO VEDE ROSSO - La conferma di quanto l'argentino sia devastante è il giallo mostrato a Kakà al 42', costretto al fallo per arginarlo. E' invece rosso l'inevitabile cartellino che Rocchi mostra a Maggio quando stende Jankulovski lanciato a rete al limite dell'area. Espulsione al 44' per doppia ammonizione; la prima comminata per un fallo su Kakà. Il Napoli viene così a perdere l'eclettico laterale, concedendo nella ripresa un vantaggio clamoroso al Milan. Reja cerca il rimedio in Aronica che va a sostituire Hamsik. Con il nuovo entrato sistema la difesa a quattro per limitare il prevedibile assalto del Milan. Con l'uomo in più, infatti, i rossoneri caricano a testa bassa, senza per questo faticare per trovare soluzioni vincenti. Al 4' vibra San Siro per lo stop di petto e il destro al volo di Ronaldinho a cui replica Iezzo con una straordinaria deviazione in angolo. Dopo un primo tempo anonimo, il brasiliano partecipa di più all'azione cercando sempre il dialogo con Kakà. Ma mai regalare spazi a quei due argentini. Al 13' Denis tocca per Lavezzi che trova il canale giusto per impegnare ancora Abbiati. Dimostrazione che il Napoli è vivo e vegeto anche se deve rinunciare per infortunio a Santacroce che Reja sostituisce con Pazienza. Vita dura, insomma. Ancelotti lo capisce e aggiunge polvere da sparo all'attacco con Pato al posto di Ambrosini. Al 18' Iezzo compie un nuovo miracolo dopo una percussione di Borriello. E' assedio, ma il Napoli ha il pregio di non perdere la testa. Seppur in dieci alza il suo baricentro, mette in affanno la difesa rossonera e quando può fa possesso palla.
CI PROVA INZAGHI - Non va. E quando le speranze svaniscono significa che è giunto il momento di Inzaghi. Storce un po' il naso Borriello quando al 26' deve lasciare per il falco. Al 28' succede di tutto: Kakà colpisce il palo e dopo una serie di batti e ribatti Iezzo scaccia in angolo. Ma quello che accade al 30' ha dell'incredibile. Si tratta del colpo di testa ravvicinato di Pato che fallisce un gol pazzesco, del tipo lo faccio anche io, tanto da meritare un posto in tribuna al posto del tanto bistrattato Sheva. Il Napoli si difende con unghie, denti e stampelle. Ribatte da leone e a salire in cattedra ancora di più Lavezzi, giocatore di una bellezza innaturale: attaccante con fiuto del gol, ma anche interditore.
L'ORA DI RONALDINHO - Al 39' Rocchi assegna un rigore dubbio, molto dubbio al Milan per un fallo di mani in area di Pazienza. Involontario. Evidente. Batte Kakà, ma Iezzo para. Dio esiste. Per poco: al 41' Ronaldinho sfrutta una punizione dall'out destro; complice la deviazione di Denis, la palla si infila sotto la traversa. Il Milan dopo una vita torna in testa al campionato.
Gaetano De Stefano
si ringrazzia la gazzetta dello sport